Pensioni: rimborsi e ricorsi

Pensioni: rimborsi e ricorsi

29 Novembre 2016 Servizi ed eventi 0

Il giudici della consulta hanno dichiarato illegittimo il blocco delle pensioni, voluto da Monti nel biennio 2012-2013, secondo il quale non ha rivalutato in base all’inflazione gli assegni previdenziali sopra i 1400€ lordi, come invece era sempre avvenuto prima.

La corte costituzionale con la sentenza ablativa n. 70/2015 ha giudicato incostituzionale il blocco della perequazione delle pensioni operato. Su detta pronuncia è intervenuto il Governo che, con il Decreto Legge n.65/2015, ha limitato il diritto alla rivalutazione delle pensioni; più precisamente, il Decreto ha stabilito diverse misure di rimborso e, in alcuni casi, l’ha addirittura escluso.

Ai sensi dell’ D.L. 65/2015 sono riportati di seguito le rivalutazioni spettanti:

  • 100% per le pensioni complessivamente di importo < 1405.05€ lordi
  • 40% per le pensioni complessivamente di importo compreso tra 1405.05€ e 1873.40€
  • 20% per le pensioni complessivamente di importo compreso tra 1873.40€ e 2810.10€
  • O% per le pensioni complessivamente di importo > 2810.10€

Hanno diritto al rimborso tutti coloro che hanno ottenuto il pagamento della pensione prima del 31 dicembre 2012; da distinguere tuttavia due ipotesi:

  1. Chi è andato in pensione prima del 2012 (entro quindi il 31/12/15) ha diritto a due scatti di perequazione
  2. Chi è andato in pensione solo nel 2012 ha diritto ad un solo scatto di perequazione

I pagamenti devono essere effettuati dall’INPS (e non dal governo) e da ogni altro Ente previdenziale pubblico o privato (sono tenuti al pagamento anche i Fondi Integrativi, le Banche che avevano indebitamente bloccato la perequazione della previdenza “privata” approfittando di un blocco che in realtà doveva servire solo alle finanze pubbliche).

L’INPS con la circolare n. 105/2015 informa che a decorrere dal 1 agosto 2015 provvederà ad applicare la sentenza della Corte Costituzionale n. 70/2015 secondo le modalità previste dal D.L. 65/2015.

L’iter previsto per ottenere il rimborso della pensione si articola come di seguito: il pensionato deve inviare all’INPS una domanda di ricostituzione dell’assegno previdenziale, quindi deve depositare domanda amministrativa volta alla ricostituzione della pensione attraverso il Pin personale o tramite intermediari abilitati.

L’istituto potrà: procedere con l’accoglienza dell’istanza provvedendo al relativo pagamento – rigettare l’istanza – procedere con accoglimento parziale – non rispondere.

Qualora si verifichi l’ultima ipotesi, si considera respinta, a tutti gli effetti di legge, quando siano trascorsi 120 giorni dalla data della presentazione, senza che l’istituto si sia pronunciato; decorso il termine sopra citato si può procedere con azione giudizia.

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